Tumore della prostata


Che cos’è il tumore della prostata?

Il tumore della prostata è uno dei tumori più frequenti negli uomini; colpisce la prostata, la ghiandola maschile deputata alla produzione e alla conservazione del liquido seminale. La prostata si trova davanti al retto, sotto la vescica.

In genere, questo tumore tende a crescere in maniera molto lenta e a non diffondersi oltre la prostata. Esistono però forme particolarmente aggressive, caratterizzate da un’espansione rapida delle cellule malate nei tessuti circostanti, con coinvolgimento di altri organi.

Quali sono le cause del tumore della prostata? 

Non sono ancora state individuate con certezza le cause del tumore della prostata. La responsabilità sembra sia di una mutazione del DNA delle cellule che ne determina una proliferazione anomala e un conseguente accumulo, che va a formare la massa tumorale.

 

Quali sono i fattori di rischio del tumore della prostata? 

Sono considerati fattori di rischio:

  • Età, il tumore alla prostata colpisce soprattutto uomini over 65.
  • Razza, gli uomini di razza nera corrono un maggior rischio rispetto agli altri.
  • Familiarità, ovvero presenza in famiglia di soggetti con tumore alla prostata.
  • Obesità
  • Alimentazione troppo ricca di grassi saturi. 

 

Come si effettua la diagnosi di tumore della prostata?

Il tumore alla prostata, soprattutto all’esordio e nelle fasi iniziali, è asintomatico. Diverse volte quindi viene scoperto quando la malattia è in fase avanzata.

Gli esami specialistici che possono contribuire alla diagnosi sono:

  • Esplorazione rettale. Lo specialista, mediante l’introduzione di un dito nell’ano del paziente, effettua la palpazione della prostata, con particolare attenzione alla parete posteriore della ghiandola, dove spesso si collocano i tumori.
  • Esame del PSA (antigene prostatico specifico). Esame del sangue volto a rilevare il livello ematico dell’antigene prostatico specifico, una sostanza prodotta dalla prostata al fine di rendere più fluido il liquido seminale. Livelli elevati di PSA o livelli che nel tempo tendono ad aumentare potrebbero essere legati a un tumore della prostata oppure a disturbi a carico della ghiandola, come prostatite e ipertrofia prostatica.
  • Il paziente può essere sottoposto a biopsia qualora l’esplorazione rettale abbia rivelato il sospetto di qualche anomalia o in presenza di PSA elevato. La biopsia prevede il prelievo di piccoli campioni del tessuto della prostata, da analizzare successivamente in laboratorio.

Se l’esame istologico del campione prelevato mediante biopsia conferma la presenza di cellule tumorali, il paziente potrebbe essere invitato a eseguire ulteriori accertamenti, a seconda del proprio caso clinico (TAC, risonanza magnetica, scintigrafia ossea, PET con colina, radiografia del torace).