In Fornaca un nuovo Centro per la cura del Parkinson e dei disturbi del movimento


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Affidato al professor Leonardo Lopiano e ai suoi collaboratori, il Centro si prenderà cura dei pazienti in tutte le fasi della malattia: «Offriremo le strategie terapeutiche più moderne con un approccio multidisciplinare teso a migliorare la qualità di vita del paziente», spiega il neurologo.

 

Un Centro dedicato alla malattia di Parkinson e ai Disturbi del movimento: è quello che la Clinica Fornaca ha affidato al professor Leonardo Lopiano, neurologo della Fornaca e direttore della Neurologia del Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” della Città della Salute e della Scienza di Torino. «Quello del Centro Parkinson e Disturbi del Movimento – spiega il professor Lopiano – è un progetto nato per fornire ai pazienti affetti da malattia di Parkinson e da altri disturbi del movimento un supporto a 360 gradi che, a partire dalla diagnostica più avanzata, li assiste in tutte le fasi della malattia e propone le strategie terapeutiche più moderne nell’ambito di un approccio multidisciplinare teso a migliorare la qualità di vita del paziente».

Le prestazioni offerte nel settore diagnostico riguarderanno: visite neurologiche generali per rilevare eventuali patologie o disturbi a carico del sistema nervoso centrale o periferico; la possibilità di accedere all’ambulatorio dedicato alla malattia di Parkinson e ai disturbi del movimento; procedure diagnostiche molto precise per valutare lo stato di avanzamento della malattia; test genetici su Parkinson, coree, distonie e tremore; test farmacologici diagnostici; registrazione poligrafica notturna, ovvero un esame che consiste nel monitoraggio del paziente per diagnosticare eventuali disturbi del sonno associati alla malattia di Parkinson o agli altri disturbi del movimento e, infine, una valutazione neuropsicologica, ossia un’indagine che prevede l’esame delle abilità comportamentali, funzionali e cognitive del paziente all fine di individuare la diagnosi corretta.

In ambito terapeutico, il Centro prevede un ambulatorio specializzato nella malattia di Parkinson e nei disturbi del movimento e la possibilità di ricovero del paziente per definire le necessità del singolo. Questo ricovero comprenderà l’ottimizzazione della terapia, la valutazione foniatrica e logopedica, la valutazione dei disturbi del sistema nervoso autonomo (ipotensione e disturbi urinari), programmi nutrizionali e riabilitativi individualizzati e un programma psicoterapeutico di supporto. Inoltre, tra le prestazioni previste in fase di terapia, ci sarà anche il ricovero per valutare l’indicazione al trattamento con le terapie della fase avanzata e il ricovero per follow-up dei pazienti trattati con tali procedure terapeutiche. Infine, per i pazienti affetti da distonie, scialorrea e iperidrosi il trattamento mediante inoculazione di tossina botulinica.

Quella di Parkinson è una delle malattie neurodegenerative più diffuse: colpisce circa lo 0,3 per cento della popolazione, raggiungendo una diffusione maggiore (circa l’uno per cento) tra coloro che hanno più di 60 anni. In Piemonte, il numero di persone affette da questa patologia sta tra 15mila e 20mila, di questi 7mila nella sola provincia di Torino.

«La malattia di Parkinson – ricorda il professor Lopiano – si caratterizza per la comparsa di sintomi motori, come il rallentamento nell’esecuzione dei movimenti, il tremore e la rigidità muscolare, e di non motori, come i disturbi dell’umore e del sonno e i disturbi urinari». Questa patologia si manifesta in tre fasi distinte. Nella fase iniziale, denominata anche “luna di miele”, i farmaci a disposizione permettono di aumentare la dopamina e, quindi, di tenere sotto controllo la sintomatologia, garantendo ai pazienti una buona qualità di vita. Nella fase intermedia, invece, iniziano ad esserci fluttuazioni motorie con periodi di benessere, intervallati da situazioni caratterizzate da movimenti rallentati e tremore a riposo. L’ultima fase, quella avanzata, si manifesta dopo dieci o più anni ed è quella più complessa da gestire perché vi è una maggiore gravità nelle fluttuazioni motorie e il raggiungimento della cosiddetta situazione “on/off”, in cui il paziente alterna momenti di mobilità a situazioni di blocco motorio.

Se nelle prime due fasi, vista l’ampia gamma di farmaci efficaci, la terapia viene personalizzata sulla base delle caratteristiche del singolo paziente, nella fase avanzata è essenziale che quest’ultimo venga seguito da un team multidisciplinare composto da un neurologo, un fisiatra, un fisioterapista, un dietologo e un foniatra, così da affrontare al meglio le singole e differenti problematiche che si possono presentare. Inoltre, si può valutare l’eventuale ricorso alle terapie di fase avanzata..

«Oltre alla malattia di Parkinson e ai parkinsonismi – conclude il professor Leonardo Lopiano – esistono molte altre malattie neurologiche definite “disturbi del movimento”, quali le distonie, i tremori, le coree, il mioclono e i tics, che seppure più rare rappresentano spesso una fonte di notevole disabilità per il paziente».