
A ricordarlo è la dottoressa Virginia Caliendo, specialista in Dermatologia della Clinica Fornaca, che sottolinea come una corretta esposizione al sole debba basarsi su due principi fondamentali: dare alla pelle il tempo necessario per attivare la produzione di melanina e proteggerla in modo adeguato durante l’esposizione.
Sole sì, ma con gradualità
Il sole non va demonizzato: può infatti avere effetti positivi sull’organismo, come favorire la produzione di vitamina D, e può essere utile in alcune patologie cutanee, tra cui psoriasi e dermatite atopica. Tuttavia, per beneficiare dei suoi effetti non è necessario esporsi a lungo: sono sufficienti pochi minuti al giorno.
Quando ci si espone, soprattutto nei primi giorni e in caso di pelle chiara, è bene procedere con gradualità e utilizzare una protezione alta, preferibilmente con fattore compreso tra 30 e 50, capace di proteggere sia dai raggi UVB sia dai raggi UVA.
Le regole da seguire sotto il sole
Per ridurre i rischi legati all’esposizione solare, è utile seguire alcune semplici indicazioni.
La prima è evitare esposizioni troppo prolungate e, soprattutto, le scottature. Un’attenzione particolare deve essere riservata ai bambini: fino ai sei mesi di età non dovrebbero essere esposti direttamente al sole e, anche dopo, l’esposizione va sempre limitata e protetta, soprattutto se hanno pelle molto chiara o tendono a scottarsi facilmente. Le ustioni solari in età infantile, infatti, possono rappresentare un fattore di rischio per la salute della pelle negli anni successivi.
È consigliabile inoltre non esporsi nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 16, quando l’irraggiamento è più intenso. In questa fascia oraria è meglio cercare l’ombra e proteggersi anche con cappello, occhiali da sole e indumenti adeguati.
Come applicare correttamente la crema solare
La crema solare deve essere scelta in base al proprio fototipo e applicata in modo uniforme su tutta la pelle. Alcune zone, come naso, zigomi, labbra, orecchie e contorno occhi, richiedono particolare attenzione perché sono più esposte e delicate.
Il prodotto va applicato almeno 15 minuti prima dell’esposizione e deve essere rinnovato ogni due ore. È importante riapplicarlo anche dopo ogni bagno, anche quando sulla confezione è indicata la resistenza all’acqua.
Le creme dell’anno prima? Meglio evitarle
Non è consigliabile utilizzare una crema solare aperta l’estate precedente. I prodotti cosmetici riportano infatti in etichetta il PAO, cioè il periodo di validità dopo l’apertura. In genere le creme solari durano circa 12 mesi se conservate correttamente, ma caldo, sabbia e sole possono ridurne l’efficacia.
Per questo, prima di riutilizzare un solare già aperto, è sempre meglio controllare con attenzione la confezione e, in caso di dubbi, scegliere un prodotto nuovo.
Protezione alta e abbronzatura: un falso mito
Usare una crema con filtro elevato non significa rinunciare all’abbronzatura. La pelle si colora più lentamente, ma in modo più graduale e sicuro, riducendo il rischio di scottature e danni cutanei.
Anche quando la pelle è già abbronzata, la protezione resta necessaria: l’abbronzatura è una forma di difesa naturale, ma non sostituisce l’azione dei filtri solari.
Abiti e integratori: cosa sapere
Gli indumenti possono aiutare a proteggersi dal sole, ma non tutti offrono la stessa barriera. I tessuti molto leggeri o trasparenti lasciano passare la luce e proteggono poco, soprattutto se si resta all’aperto per molte ore.
Gli integratori alimentari, invece, non possono sostituire la crema solare. Possono eventualmente contribuire a sostenere i meccanismi di difesa della pelle, ma non rappresentano una protezione sufficiente contro i raggi solari.
La prevenzione, quindi, passa da poche regole semplici: esporsi con gradualità, evitare le ore più calde, proteggere i bambini, applicare correttamente la crema solare e non sottovalutare mai il rischio di scottature.
