I rischi delle Amenorree Ipotalamiche nelle Adolescenti

Mercoledì 23 ottobre 2024, Centro Congressi Unione Industriale, v. Vela 17, ore 18.30 

L’Amenorrea Ipotalamica rappresenta più dei 2/3 delle amenorree delle adolescenti. Consegue ad una sospensione della funzione dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico a seguito di un incrocio di stress e sottonutrizione (il 25% delle ragazze tra gli 11 e i 15 anni segue comportamenti volti alla riduzione del peso). Sul piano clinico si distinguono tre forme: l’amenorrea “psicogena”, sempre comunque accompagnata da sottopeso e/o restrizione alimentare; quella da relativo eccesso di attività fisica non compensato da adeguato apporto energetico; quella da anoressia, situazione di estrema carenza nutrizionale e tensione nervosa per la quale le due forme precedenti costituiscono un ben preciso fattore favorente.

Il principale tra i rischi è appunto quello di scivolare verso l’anoressia, patologia nella quale le conseguenze negative per la salute, già presenti nelle altre situazioni di Amenorrea Ipotalamica, sono espresse al massimo. Tra queste le più rilevanti sono i problemi ossei dovuti al fatto che il deficit energetico, oltre a bloccare la funzione ovarica con conseguente carenza di estrogeni, inibisce la produzione del “fattore di crescita insulino-simile”, il più importante stimolo alla formazione ossea, di particolare rilievo nell’adolescenza, e aumenta, per lo stress cui è sottoposto l’organismo, i livelli di cortisolo, che contrasta la formazione e aumenta il riassorbimento osseo. Ne deriva una perdita  che non solo può causare osteopenia permanente (premessa per l’osteoporosi postmenopausale), ma anche provocare l’osteoporosi con aumento di fratture già in anni giovanili. Ciò si verifica nelle amenorree da deficit nutrizionale ed energetico, comprese quelle legate al relativo eccesso di attività fisica (la “triade delle atlete”: carenza nutrizionale, amenorrea, osteoporosi) e soprattutto nelle forme di anoressia. Già nei primi 18 mesi di anoressia nelle adolescenti il rischio di frattura aumenta del 60%.; vi è potenziale penalizzazione per la crescita staturale e comunque si perdono gli anni più favorevoli per il rafforzamento delle ossa. Di rilievo anche i problemi cardiovascolari, con bradicardia e ipotensione, dovuti ad alterazione del tono vagale e simpatico, e soprattutto un quadro di disfunzione endoteliale (malattia cardiovascolare preclinica) presente in almeno 1/3 delle ragazze in Amenorrea Ipotalamica.

Una diagnosi tempestiva (comprendente anche la densitometria delle vertebre lombari) permette interventi terapeutici che limitano il rischio di anoressia e di danni per le ossa e per l’apparato cardiovascolare. Il “trattamento” di base è l’ovviare al deficit energetico con adeguati provvedimenti d’ordine nutrizionistico. Spesso, anche in ragazze rese ben consapevoli, soddisfare le esigenze del proprio organismo è causa di disagio, meglio tollerato con appoggio psicologico. Recenti studi randomizzati indicano che, a differenza di altre formulazioni estrogeniche, la terapia con estradiolo transdermico, laddove indicata, agisce favorevolmente non solo sulle ossa ma anche attenuando il disagio che rende più problematico il recupero del peso.

Chiara Benedetto, Prof.ssa Emerita di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Torino, Presidente dell’Associazione Prevenzione Anoressia Torino, Pr.A.To., Valentina Rovei, D.ssa Dir. Clinica Ostetrica e Ginecologica, ospedale Sant’Anna, Torino, Segretario Generale Associazione Pr.A.To., Carlo Campagnoli, Prof. Endocrinologia Ginecologica, Clinica Fornaca, Past-President Associazione Pr.A.To.

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