Infertilità femminile


Che cos’è l’infertilità femminile?

Si parla di infertilità femminile in presenza del mancato instaurarsi di una gravidanza dopo un anno di rapporti liberi e non protetti (sei mesi se la donna ha più di 35 anni o altri fattori di rischio). È una condizione che sembra coinvolga circa il 15% delle donne, con un significativo ruolo dell’avanzare dell’età che influisce negativamente sulla possibilità di avere un figlio.

L’infertilità differisce dalla sterilità, che è invece l’impossibilità assoluta a concepire per una causa non modificabile.

Quali sono le cause dell’infertilità femminile?

Le cause sono molteplici, come per esempio:

  • Cause tubariche/pelviche: ridotta funzionalità o chiusura delle tube di Falloppio o aderenze pelviche.
  • Endometriosi: patologia che determina una migrazione di cellule endometriali (normalmente presenti solo all’interno della cavità uterina) e colonizzazione di altri organi (come ovaio e peritoneo pelvico) da parte delle cellule stesse.
  • Cause ovulatorie/ormonali: irregolarità o mancanza di ovulazione, iperprolattinemia, sindrome dell’ovaio micropolicistico, riserva ovarica ridotta o assente
  • Cause cervicali: il muco presente nella cervice uterina non consente il passaggio degli spermatozoi per una carenza di estrogeni, per fattori infettivi o per pregressi interventi chirurgici che hanno danneggiato le ghiandole cervicali.
  • Cause uterine: malformazioni congenite dell’utero, fibromi o aderenze nella cavità uterina oppure presenza di fattori infiammatori a carico dell’endometrio.

In alcuni casi le cause non sono note (infertilità idiopatica).

Come si effettua la diagnosi?

Sono esami utili nella donna:

  • Dosaggi ormonali.
  • Tampone vaginale, per individuare eventuali infezioni a carico di vagina e collo dell’utero.
  • Ecografia pelvica transvaginale, per osservare l’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile e la presenza di eventuali alterazioni.
  • Isterosonografia, per accertare le condizioni della cavità uterina e la pervietà delle tube.
  • Ecografia tridimensionale dell’utero: per individuare eventuali malformazioni congenite dell’utero.
  • Isterosalpingografia: per valutare la pervietà tubarica e identificare eventuali patologie congenite o acquisite dell’utero.
  • Isteroscopia: per osservare la cavità endometriale e diagnosticare eventuali patologie.
  • Laparoscopia: per visualizzare l’anatomia di utero e annessi, valutare la funzionalità tubarica e intervenire in caso di alcune patologie (rimozioni di cisti, adesiolisi, asportazione di fibromi uterini).