Artrite: con quali sintomi rivolgersi al reumatologo?


Una diagnosi precoce può aiutare a combattere l’artrite reumatoide, malattia sociale che in Piemonte interessa circa l’uno per cento della popolazione.   «Il paziente con un problema articolare può avere necessità di terapie mediche, chirurgiche o riabilitative e, in molti casi, nel decorso della malattia può avere bisogno di rivolgersi a più specialisti. Le competenze […]

Una diagnosi precoce può aiutare a combattere l’artrite reumatoide, malattia sociale che in Piemonte interessa circa l’uno per cento della popolazione.

 

«Il paziente con un problema articolare può avere necessità di terapie mediche, chirurgiche o riabilitative e, in molti casi, nel decorso della malattia può avere bisogno di rivolgersi a più specialisti. Le competenze del reumatologo, dell’ortopedico e del fisiatra sono molto diverse tra loro e talvolta il paziente può trovarsi disorientato. Un approccio interdisciplinare può accelerare i tempi della diagnosi, riducendo il rischio di esami ridondanti e consentendo di ottimizzare le scelte terapeutiche». Lo afferma il dottor Paolo Clerico, reumatologo e ortopedico della Clinica Fornaca, già responsabile del Centro di Artrite reumatoide dell’ospedale Cto di Torino.

«Mi sono sempre occupato – spiega il dottor Clerico – di un approccio interdisciplinare alla diagnosi e alla cura delle patologie articolari perché lo ritengo fondamentale per il paziente. Il reumatologo è lo specialista di riferimento nella cura di queste patologie ma la rete interdisciplinare necessaria al corretto trattamento dei pazienti affetti da patologie reumatiche dipende dal tipo di patologia». Continua il dottor Clerico: «Nei pazienti affetti da artrite, il reumatologo è affiancato dall’ortopedico e dal fisiatra, mentre in caso di patologie connettivitiche, come nel caso del LES, il reumatologo si trova a collaborare con specialisti completamente diversi: il dermatologo, il nefrologo, lo pneumologo e il cardiologo».

Il dottor Clerico si occupa in prevalenza di patologie articolari e in particolare di pazienti affetti da artrite reumatoide, malattia infiammatoria cronica sistemica che colpisce le articolazioni e che interessa circa l’uno per cento della popolazione. «Si tratta di una malattia sociale dai costi elevati – afferma il dottor Clerico – perché colpisce persone giovani, soprattutto donne, causando una progressiva disabilità con ripercussioni sulla vita personale e lavorativa del paziente». Oggi le conseguenze della malattia sono molto meno gravi che in passato, anche se esistono ancora pazienti con gravi forme di artrite. Negli ultimi anni, fortunatamente, la necessità di ricorrere a un intervento chirurgico ortopedico si è fortemente ridotta: «Negli anni ’80 un paziente su tre doveva essere operato – segnala il dottor Clerico – mentre oggi solo un paziente su dieci deve essere sottoposto a intervento». Merito delle terapie moderne con farmaci quali il Methotrexate e, in particolare: «Merito dei farmaci biotecnologici, basati su anticorpi monoclonali che agiscono in modo selettivo, molto efficaci ma anche piuttosto costosi».

Sono circa 50mila i piemontesi affetti da patologie artritiche: «Nella nostra regione i reumatologi sono relativamente pochi – conclude il dottor Clerico – ma la diagnosi precoce è di fondamentale importanza, soprattutto in presenza di sintomi quali dolori articolari persistenti con prolungata rigidità al mattino. Agire per tempo, rivolgendosi al reumatologo nelle prime fasi della malattia, è di fondamentale importanza per prevenire il danno articolare e l’evoluzione della malattia».