
Ne parliamo con il dottor Francesco Savino, specialista in Pediatria della Clinica Fornaca, dottore di ricerca in Neonatologia e Pediatria dello sviluppo.
Ritorno a scuola e segnali di stress: come aiutare i bambini?
Il ritorno a scuola dopo le vacanze e dopo un periodo in generale più libero può influenzare temporaneamente il comportamento dei bambini: cambiano i ritmi giornalieri e il bambino deve nuovamente abituarsi a orari, impegni, richieste scolastiche e regole condivise. Questo può manifestarsi, per esempio, con:
- maggiore irritabilità o nervosismo
- difficoltà iniziale a rispettare orari e regole
- maggiore sonnolenza
- stanchezza, specie per la ripresa delle attività sportive o ludiche
- difficoltà di concentrazione
- bisogno di più rassicurazioni o vicinanza da parte degli adulti.
Per aiutare i bambini a riadattarsi senza stress, potrebbe essere utile ripristinare gradualmente le routine in modo da non iniziare tutte le attività insieme, adottare orari regolari per coricarsi la sera, limitando anche l’uso di dispositivi elettronici, e avere pazienza per qualche giorno di assestamento.
Può essere utile fare un check up dal pediatra prima dell’inizio della scuola?
Se il bambino sta iniziando un nuovo ciclo scolastico o se è passato un po’ di tempo dall’ultimo bilancio di salute, può essere utile, anche se non obbligatorio, rivolgersi al pediatra per un check-up. Se il bambino sta bene, cresce regolarmente e ha già effettuato i controlli previsti, può essere sufficiente verificare con il pediatra che bilancio di salute e vaccinazioni siano aggiornati. Se invece ci sono dubbi su alimentazione, vista, udito, linguaggio, sviluppo o apprendimento, l’inizio della scuola è un buon momento per segnalarli al medico.
In particolare, il controllo pediatrico può essere un’occasione per valutare:
- vaccinazioni: in età prescolare è particolarmente importante verificare che il calendario vaccinale sia aggiornato, inclusi i richiami previsti intorno ai 5-6 anni, compresi quelli contro difterite-tetano-pertosse-polio e il richiamo MPR/varicella, secondo il calendario vigente. Può essere anche proposta dallo specialista la vaccinazione antinfluenzale stagionale.
- crescita, sviluppo e comportamento: peso, altezza, andamento della crescita e dello sviluppo motorio, eventuali difficoltà nel linguaggio, nel comportamento, di socializzazione e relazionali. Nei bambini più grandi è possibile valutare anche eventuali problematiche scolastiche o di attenzione.
- vista: il pediatra può verificare segnali di problemi visivi e, se indicato, indirizzare all’oculista.
- udito: soprattutto se ci sono dubbi sul linguaggio, difficoltà a comprendere le indicazioni dei compiti, frequenti otiti o la sensazione che il bambino “non senta bene”.
- alimentazione, attività fisica, sonno e uso degli schermi: sono aspetti utili da rivedere prima dell’inizio della scuola.
Postura e occhi: come prevenire eventuali problemi a scuola?
Per quanto riguarda lo zaino è importante evitare di sovraccaricarlo e indossarlo in modo corretto, utilizzando entrambe le spalle per distribuire bene il peso, e che lo zaino aderisca bene alla schiena.
Utile per la postura è fare brevi pause durante lo studio per alzarsi, muoversi e cambiare posizione. Infatti, più che cercare la “postura perfetta”, l’obiettivo è evitare di mantenere a lungo la stessa posizione.
Per quanto riguarda gli occhi, bambini e, soprattutto adolescenti, trascorrono molto tempo davanti a computer, tv, tablet e smartphone. È quindi importante fare in modo che il bambino/ragazzo si abitui a:
- pause regolari dallo schermo
- guardare per qualche momento a distanza
- mantenere una corretta distanza dallo schermo
- evitare di studiare o utilizzare i dispositivi in condizioni di scarsa illuminazione.
Raffreddori e infezioni respiratorie: come prevenirli?
Anche se il ritorno in classe e alle attività scolastiche e ricreative può favorire la circolazione di virus respiratori perché aumenta la vicinanza negli stessi ambienti chiusi per diverse ore, per ridurre il rischio di contagio ci sono alcuni accorgimenti:
- lavare spesso le mani con acqua e sapone o usare una soluzione idroalcolica
- cercare di tossire e starnutire nel gomito o in un fazzoletto, evitando di toccarsi occhi, naso e bocca
- non condividere oggetti personali con i compagni, quali bottiglie, borracce e bicchieri
- le aule e gli ambienti chiusi andrebbero fatti arieggiare con frequenza
- in caso di malattia è raccomandabile tenere il bambino a casa, soprattutto in presenza di febbre o sintomi respiratori importanti.
In questo quadro l’alimentazione può aiutare l’organismo a produrre globuli bianchi, e quindi ad avere un sistema immunitario efficiente a contrastare lo stress ossidativo causato dalle infezioni virali o batteriche. Ricordarsi di proporre una dieta bilanciata, di non trascurare il consumo di verdura e frutta, anche per la merenda, ricordandosi che la vitamina C è la prima alleata dell’inverno con gli agrumi e i kiwi.
Integratori e alimentazione: quali consigli?
Recentemente laSocietà Italiana di Pediatria ha indicato l’integrazione della vitamina D in bambini che soffrono di una carenza, soprattutto quando presenti fattori di rischio. Nonostante l’insufficienza di vitamina D sia piuttosto frequente tra bambini e adolescenti nell’Italia settentrionale e in Europa, questo non significa che ci sia automaticamente bisogno di un’integrazione. È bene dunque confrontarsi con il pediatra per valutarne l’eventuale necessità.
Dal punto di vista nutrizionale una dieta varia ed equilibrata (alimentazione onnivora) è l’ideale ad ogni età, tuttavia, se ben pianificata, anche una dieta vegetariana può coprire tutte le esigenze nutrizionali di un bambino. In particolare, se l’alimentazione vegetariana comprende anche latte, latticini e uova, in genere non è necessaria l’integrazione. Bisogna però fare attenzione a:
- ferro, in particolare nei bambini più piccoli
- vitamina D, secondo le normali indicazioni pediatriche
- vitamina B12, quando il consumo di carne, uova e latticini è molto basso
- omega-3, attraverso il pesce, se la dieta lo prevede oppure fonti vegetali adeguate.
Diverso il caso della dieta vegana – perché spesso richiede alcune integrazioni, secondo le recenti raccomandazioni pediatriche dell’ESPGHAN (Società Europea di Epatologia, Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica). È consigliato che sia seguita con il supporto di un professionista qualificato in nutrizione pediatrica, monitorando crescita e, quando indicato, alcuni parametri ematici.
Verduci E, Kӧglmeier J, Haiden N, Kivelä L, de Koning B, Hill S, Luque V, Moltu SJ, Norsa L, De Pipaon MS, Savino F, Bronsky J. Vegan diet and nutritional status in infants, children and adolescents: A position paper based on a systematic search by the ESPGHAN Nutrition Committee. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2025 Nov;81(5):1318-1345. doi: 10.1002/jpn3.70182. Epub 2025 Aug 17. PMID: 40819279; PMCID: PMC12580465.
