Chirurgia del gomito, l’esperienza del dottor Arman Sard per la Clinica Fornaca


«Le tecniche e i materiali odierni, abbinati alle competenze del medico specialista, permettono al paziente di recuperare presto e meglio», afferma l’ortopedico che si occupa del gomito. «La traumatologia rappresenta la maggior causa di lesioni del gomito, ma ci sono anche quelle di tipo infiammatorio, legate a un’attività fisica svolta in modo non corretto».   […]

«Le tecniche e i materiali odierni, abbinati alle competenze del medico specialista, permettono al paziente di recuperare presto e meglio», afferma l’ortopedico che si occupa del gomito. «La traumatologia rappresenta la maggior causa di lesioni del gomito, ma ci sono anche quelle di tipo infiammatorio, legate a un’attività fisica svolta in modo non corretto».

 

«Possiamo affermare che la Chirurgia del gomito ha registrato progressi importanti. Una volta veniva un po’ tralasciata dall’ortopedico perché i suoi risultati erano frequentemente deludenti, con esiti in gomiti rigidi o instabili. Le tecniche e i materiali odierni, abbinati alle competenze del medico specialista, consentono risultati migliori che, grazie alla mobilizzazione precoce, permettono al paziente un rapido recuperare funzionale».

Il dottor Arman Sard è un ortopedico che esercita presso la Clinica Fornaca e l’ospedale CTO di Torino. Da oltre trent’anni si occupa di Chirurgia della mano e del polso, e da circa dieci anni prevalentemente di Chirurgia del gomito, disciplina che vede gli specialisti italiani all’avanguardia nel mondo.

Dottor Sard, qual è oggi la causa maggiore di lesioni del gomito?

«La traumatologia rappresenta la maggior causa di lesioni del gomito, associate a quelle artrosiche, degenerative e alle tendinopatie. È proprio nell’ambito della traumatologia che si registrano nuovi approcci chirurgici, capaci di favorire risultati migliori. Sono i chirurghi di spalla e mano a occuparsi del gomito, l’avambraccio, oggi considerata un’unità funzionale, è infatti strettamente connesso al gomito stesso».

Quindi per trattare il gomito occorre conoscere bene l’avambraccio?

«Certamente. Il gomito non è una sola articolazione, ma sono tre articolazioni: la presenza di omero, ulna e radio fa sì che ci siano le articolazioni omero-ulnare, omero-radiale e radio-ulnare. L’ulna funziona come cerniera del gomito articolandosi con l’omero, mentre il radio ruota attorno all’ulna, come una bandiera attorno alla propria asta. Il polso è, con l’articolazione radio-ulnare, la parte più distale dell’avambraccio. I traumi causano spesso lesioni multiple di tutte queste strutture, per cui non ci si può concentrare su una sola struttura, ma occorre considerarle tutte».

Quali sono gli strumenti a disposizione del chirurgo?

«Il chirurgo dispone di placche a stabilità angolare, utili laddove ci siano frammentazioni complesse, in cui le viti non possono essere avvitate all’osso, ma si avvitano alla placca stessa. Alcune di queste placche dispongono anche di un angolo variabile, che consente la scelta della direzione della vite. Disponiamo anche di protesi per il capitello radiale e di protesi totali di gomito. Questi strumenti permettono risultati impossibili fino a 15-20 anni fa».

In quali casi è necessaria la protesi di gomito?

«Oggi l’utilizzo maggiore non è più quello legato all’artrite reumatoide, bensì ai traumi e ai loro esiti. L’intervento di protesi non è frequentissimo, ma sta aumentando con l’incremento della traumatologia nell’anziano, garantendo un recupero più rapido del movimento».

L’avambraccio non contiene però solo ulna e radio…

«Oltre alle due ossa, nell’avambraccio abbiamo strutture legamentose complesse che permettono il movimento. Il gomito ha un complesso legamentoso laterale e uno mediale, ciascuno di essi è costituito da tre legamenti diversi. Rientrano nella traumatologia anche le lesioni legamentose di gomito e avambraccio, quali lussazioni di gomito semplici o complesse, a seconda che siano o no associate a fratture. Nei traumatismi possono essere anche coinvolti i tre principali nervi del braccio ulnare, radiale e mediano».

Quali sono le altre patologie del gomito?

«Quelle non traumatiche. Di tipo infiammatorio, come le tendinopatie dei gruppi muscolari, spesso legate a sovraccarichi da palestra o ad altre attività sportive che possono portare fino alle rotture tendinee. Molto comune è anche l’infiammazione da gesto sportivo ripetuto, tipica nel tennista o nel golfista, conseguente a movimenti non corretti, all’attrezzo non idoneo, alla preparazione atletica e fisica non adeguata. Talvolta ci approcciamo allo sport in maniera troppo disinvolta, occorre essere più attenti e scegliere gli attrezzi in base alle nostre caratteristiche fisiche e alla nostra preparazione atletica».

Dottor Sard, chiuda con un appello rivolto a chi pratica attività sportiva.

«L’attività sportiva richiede sempre preparazione fisica e muscolare, riscaldamento e stretching, perché un gesto sportivo fa lavorare tutto il corpo. Diversamente il rischio è quello di sovraccaricare e sforzare un’articolazione, soprattutto quando non si è più giovanissimi. A tutte le età, lo sportivo va seguito e preparato globalmente e per il singolo gesto. Uscire dall’ufficio per andare a correre, in bici o in palestra può essere poco salutare se fatto in modo non corretto».