Diabete, una malattia sempre più diffusa che è importante prevenire


«Il diabete è tra le prime cause di malattie cardiovascolari che possono anche portare a conseguenze molto gravi», spiega il dottor Paolo Limone, endocrinologo della Clinica Fornaca. «La prevenzione passa attraverso una corretta alimentazione e un adeguato stile di vita, mentre i nuovi farmaci possono aiutarci a proteggerci dalle complicanze». «Il diabete è una malattia […]

«Il diabete è tra le prime cause di malattie cardiovascolari che possono anche portare a conseguenze molto gravi», spiega il dottor Paolo Limone, endocrinologo della Clinica Fornaca. «La prevenzione passa attraverso una corretta alimentazione e un adeguato stile di vita, mentre i nuovi farmaci possono aiutarci a proteggerci dalle complicanze».

«Il diabete è una malattia che si caratterizza per la presenza di elevati livelli di glicemia, cioè per un’alta concentrazione di glucosio (zucchero), nel sangue. I dati epidemiologici indicano che la prevalenza del diabete è in grande aumento e si prevede che nei prossimi decenni registrerà una diffusione davvero impressionante». Il dottor Paolo Limone, endocrinologo della Clinica Fornaca e direttore dell’Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino, presenta così una malattia che in Italia interessa oltre tre milioni di persone.

Dottor Limone, perché le persone si ammalano di diabete e qual è la differenza tra il tipo 1 e il tipo della malattia?

«Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, di solito diagnosticata nei giovani, che rappresenta circa il 5 per cento del totale dei pazienti. È causata da una grave carenza di produzione insulinica da parte del pancreas a causa di un processo “distruttivo” a carico del pancreas stesso. La mancanza di insulina comporta una incapacità dell’organismo (in particolare di muscoli e fegato) di utilizzare il glucosio, le cui concentrazioni nel sangue aumentano. Nel diabete di tipo 2, che raccoglie invece circa il 95 per cento della totalità dei casi, il problema non è la mancanza di insulina, ma una resistenza agli effetti dell’insulina stessa causata da obesità, mancanza di esercizio fisico, ereditarietà e altri fattori. Nell’insulino-resistenza il muscolo non riesce più ad assorbire il glucosio in modo adeguato, e questo, di conseguenza, si accumula nel circolo sanguigno».

Quali sono i sintomi che rendono riconoscibile il diabete?

«I più comuni riguardano perdita di peso, sete, eccessivo bisogno di orinare, segni di disidratazione, stanchezza, vista offuscata, infezioni genito-urinarie ricorrenti».

Perché è importante conoscere il diabete e qual è l’impatta di questa malattia sulla salute delle persone?

«Il diabete è tra le prime cause di malattie cardiovascolari in quanto la presenza della glicemia elevata si riflette a livello dell’apparato cardiocircolatorio. Il diabete è causa molto comune di infarto e di ictus cerebrale nonché la prima causa di amputazione agli arti inferiori per arteriopatia, di insufficienza renale cronica (con conseguente dialisi) e di cecità».

Si tratta inoltre di una patologia sempre più diffusa. In che misura?

«Nel mondo, il numero totale di persone con il diabete è destinato ad aumentare: se nel 2010 i diabetici erano 285 milioni si prevede che nel 2030 saranno 438 milioni. Il diabete si sta diffondendo anche nei paesi del Terzo mondo per via del lento ma graduale miglioramento delle condizioni socio-economiche. In Italia la prevalenza del diabete è del 6,34 per cento: il doppio rispetto a circa vent’anni fa e si tratta di una cifra sottostimata poiché si ipotizza che riguardi invece l’8 per cento della popolazione. Nel nostro Paese le persone che dichiarano di avere il diabete sono 3,27 milioni (250mila con quello di tipo 1 e tre milioni con quello di tipo 2), vale a dire il 5,4 per cento della popolazione: studi hanno tuttavia evidenziato come una persona su tre non sa di averlo ed è perciò verosimile parlare di un milione di casi misconosciuti».

Chi viene colpito dal diabete?

«Nel 65 per cento dei casi il paziente diabetico ha un’età superiore ai 65 anni, mentre nel 2 per cento dei casi ha un’età inferiore ai 20 anni (si tratta di tipo 1) e nel 35 per cento dei casi è in età di attività lavorativa (tra i 20 e i 64 anni)».

Come si combatte il diabete?

«Il primo approccio importante è legato alla prevenzione: prevenire la malattia significa infatti anche prevenirne le complicanze. La via è quella della educazione delle persone a una corretta alimentazione, più povera di zuccheri e di grassi animali, più ricca di fibre, verdura e frutta. Gli zuccheri aumentano infatti la glicemia e i grassi possono aumentare il colesterolo e i trigliceridi che rappresentano fattori di rischio cardiovascolare, esattamente come il fumo che sommato a diabete ed eventualmente a colesterolo elevato aumenta enormemente il rischio».

Qual è la terapia giusta per affrontare la malattia?

«Quando il diabete si è instaurato, le regole di corretta alimentazione e igiene di vita con attività fisica rimangono il cardine della terapia: per anni la malattia può essere controllata anche solo con la dieta. Tuttavia, si ritiene che quando si arriva alla diagnosi la malattia sia presente già da sette anni e alcuni danni li abbia sicuramente già fatti. Ecco perché occorre essere molto decisi dal punto di vista medico. Dieta, attività fisica e, se non basta perché il livello di glicemia nel sangue non è adeguatamente controllato, si passa ai farmaci. Oggi fortunatamente disponiamo di molti farmaci di grande efficacia, in grado di avere un importante effetto di protezione sulle complicanze cardiocircolatorie legate a questa malattia».