Lutto in Fornaca, addio al professor Salvatore Rocca Rossetti


Rocca Rossetti

Si è spento mercoledì 19 dicembre all’età di 91 anni dopo essere stato il maestro di un’intera generazione di urologi. Nato a Napoli, aveva lavorato tra Roma, Cagliari e Trieste prima di trasferirsi a Torino, dove aveva diretto la Clinica urologica e la Scuola di specializzazione dell’Università approdando anche alla Clinica Fornaca.

 

«Vengo dalla Chirurgia generale e sono allievo del professor Valdoni». Rispondeva così, con la voce sottile, l’eleganza naturale dei gesti, un inesauribile bagaglio di umanità e il verbo declinato al presente, a chi, la scorsa estate, gli chiedeva di raccontarsi. Il professor Salvatore Rocca Rossetti s’è spento nella serata di mercoledì 19 dicembre all’età di 92 anni. Sì, era stato allievo del professor Pietro Valdoni (caposcuola assoluto della grande Chirurgia italiana), ma è stato anche e soprattutto il maestro di una generazione di urologi, quella che ancora oggi fa scuola in Italia e nel mondo.

Nato a Napoli nel 1927, pochi anni più tardi s’era trasferito con i genitori a Roma, dove nel 1950 si era laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti. Professore di Urologia e direttore della Clinica chirurgica di Cagliari tra il 1960 e il 1972, aveva diretto la Clinica urologica di Trieste tra il 1975 e il 1983, dopodiché s’era stabilito a Torino, direttore fino al 2002 della Clinica urologica e della Scuola di specializzazione dell’Università. È di quegli anni il suo legame con la Clinica Fornaca, mantenuto saldissimo anche dopo aver smesso l’attività chirurgica, attraverso il fondamentale contributo espresso all’interno del Comitato scientifico della Clinica.

«Occorre saper vedere il paziente prima di decidere quali esami fare», ripeteva il professor Rocca Rossetti ai suoi ex allievi che ancora quest’anno, da ogni parte d’Italia, gli facevano squillare il cellulare custodito nella tasca interna della giacca per chiedergli articolate consulenze urologiche. È stato anche il maestro del professor Giovanni Muto, oggi illustre specialista della Fornaca e responsabile dell’Urologia di Humanitas Gradenigo: sentirli parlare insieme realizzava l’incanto infinito del rapporto tra maestro e discepolo, con il professor Muto che continuava a dare rigorosamente del “lei” a chi con affetto paterno lo chiamava semplicemente “Giovanni”.

«Quando ho deciso di fare il medico? Non me lo ricordo, ma proprio qui in Fornaca mi hanno riferito che fin da bambino avevo dichiarato la mia passione per la medicina», sorrideva il professor Rocca Rossetti. Una rivelazione che porta la firma di uno dei tanti pazienti “importanti” curati nel corso della sua pluridecennale carriera: Giorgio De Nicola, nipote del primo presidente della Repubblica italiana, Enrico De Nicola. Giorgio aveva qualche anno in più di Salvatore e, durante una visita in Fornaca nei primissimi anni Duemila, ricordò al professore di avergli sentito pronunciare quelle parole profetiche a Napoli, proprio a casa De Nicola durante un pranzo tra le rispettive famiglie.

 

In questo momento di dolore, il Direttore generale, i medici, il personale del servizio assistenziale sanitario e quello amministrativo della Clinica Fornaca sono vicini ai familiari del professor Salvatore Rocca Rossetti e ne ricordano la figura e il lavoro spesi all’interno della Clinica.