La nascita dell’Ordine degli infermieri è una tutela in più per i cittadini


«Il provvedimento rende finalmente merito a chi ogni giorno si dedica all’assistenza dei più fragili e ai bisogni di salute delle persone», affermano Monica Rolfo e Luigi Abate, professionisti della Clinica Fornaca nonché vice presidente e consigliere dell’Ordine.

«La nascita dell’Ordine delle professioni infermieristiche rappresenta un grosso passo avanti in termini di riconoscimento della figura professionale e, soprattutto, di tutela verso i cittadini, destinatari di tutte le attività che coinvolgono gli infermieri. L’esistenza di un Ordine professionale garantisce sull’aggiornamento continuo nonché sul mantenimento dei requisiti necessari per esercitare la professione, un meccanismo che difende i pazienti da figure inadeguate o, peggio ancora, abusive». Monica Rolfo, responsabile dei Servizi assistenziali sanitari di Clinica Fornaca e Humanitas Cellini e Luigi Abate, coordinatore infermieristico del Blocco operatorio B della Clinica Fornaca, introducono così la grande e attesa novità che ha caratterizzato il 2018 degli infermieri: «Prima esisteva il Collegio infermieristico – spiegano – oggi siamo finalmente all’interno di un Ordine professionale che implica maggiori azioni e responsabilità e che rende vincolante il nostro parere anche in questioni di deontologia ed etica».

Con i suoi 447mila effettivi, la FNOPI (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche) rappresenta il più grande Ordine professionale italiano per numero di iscritti: «Aspettavamo questo risultato da oltre dieci anni – aggiungono ancora Rolfo e Abate -. Si tratta di un provvedimento che rende finalmente merito a chi ogni giorno si dedica all’assistenza dei più fragili e ai bisogni di salute delle persone». L’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino conta su circa 15mila iscritti e vede sia Monica Rolfo (vice presidente) sia Luigi Abate (consigliere) mettere a disposizione di tutti la rispettiva lunga esperienza maturata proprio nell’ambito dei Collegi infermieristici.

«È fondamentale che il lavoro avviato negli anni scorsi all’interno del Collegio abbia oggi continuità e venga mantenuto – prosegue Monica Rolfo -. In questi primi mesi d’attività abbiamo lavorato per allargare il più possibile la base operativa dell’Ordine, lavorando su programmi concepiti per coinvolgere il maggior numero di persone». Luigi Abate è anche membro nazionale dell’Osservatorio nazionale per la libera professione della FNOPI: «Stiamo vivendo una fase molto importante che definisce in modo nuovo e finalmente adeguato la figura professionale dell’infermiere».

Una figura che nella Clinica Fornaca e nelle altre strutture Humanitas di Torino (la clinica Cellini e l’ospedale Gradenigo) si tende già da tempo a valorizzare con energia: «All’interno dei Servizi assistenziali sanitari – conferma Monica Rolfo – la progettualità è molto valorizzata e ci permette di trovare spazio di azione a autonomia che si traducono in attività concrete. In Fornaca, come nelle altre due strutture torinesi, si sente un forte spirito di squadra in cui condivisione e collaborazione realizzano un rapporto circolare e mai gerarchico tra direzione e base». «Posto che esistono sempre margini di miglioramento – conclude Luigi Abate -, si percepisce in modo molto chiaro la capacità della Clinica di valorizzare le competenze senza mai fare distinzioni tra libero professionisti e dipendenti nonché l’attenzione affinché si lavori sempre tutti insieme senza mai lasciare indietro nessuno».