
Ne parliamo con il dottor Omid Sedigh, urologo della Clinica Fornaca.
Fattori di rischio e sintomi tumori genitali maschili
Tra tutti i tumori, inclusi quelli genitali maschili, il tumore prostatico è il più frequente a livello mondiale, come riferisce AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), e in Italia con 40.000 nuove diagnosi nel 2024. Il tumore del testicolo è meno comune rispetto a quello prostatico, con 2.000 nuove diagnosi stimate nel 2024 nel nostro Paese, mentre il tumore del pene è decisamente raro, con 37.700 nuove diagnosi stimate in tutto il mondo nel 2022.
Molto spesso, i tumori alla prostata, al testicolo e al pene sono asintomatici nelle fasi iniziali. Tuttavia, è importante conoscere la presenza di fattori di rischio e non sottovalutare piccoli campanelli d’allarme che, quando trascurati, contribuiscono a ritardare la diagnosi e, quindi, l’accesso alle terapie.
I fattori di rischio e sintomi a cui prestare attenzione:
Tumore prostata
Fattori di rischio: età superiore a 50 anni, etnia, familiarità, ereditarietà (mutazioni BRCA2), fumo, obesità, elevati livelli di testosterone, dieta ricca di latticini.
Sintomi dell’ingrossamento prostatico: difficoltà a urinare, flusso minzionale debole, bisogno frequente di urinare (specie notturno) o presenza di sangue nelle urine o nello sperma.
Tumore testicolo
Fattori di rischio: familiarità, pregresso tumore del testicolo, sindrome di Klinefelter, criptorchidismo (mancata discesa di uno o entrambi i testicoli dall’addome nello scroto durante lo sviluppo).
Sintomi: comparsa di un nodulo duro (anche se indolore), senso di pesantezza allo scroto o gonfiore improvviso, raramente gonfiore del seno.
Tumore pene
Fattori di rischio: infezioni croniche da papilloma virus (HPV), fumo di sigaretta, promiscuità sessuale, restringimento del prepuzio (fimosi), scarsa igiene intima.
Sintomi: arrossamenti, macchie, ispessimenti della pelle o piccole ulcere che non rimarginano.
Diagnosi dei tumori genitali maschili: quali sono gli esami?
Per arrivare a una diagnosi certa, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in Urologia per escludere altre cause benigne dei sintomi (ad esempio, infezioni delle vie urinarie, ipertrofia prostatica benigna, varicocele) e iniziare un percorso di diagnosi specifico per il tumore di cui esiste il sospetto clinico. La medicina moderna segue un percorso che inizia, in genere, da esami poco invasivi fino ad arrivare a indagini di imaging avanzato.
Tumore alla prostata
Il dosaggio del PSA nel sangue, accompagnato dalla visita urologica con esplorazione rettale è la prima fase della diagnosi per il tumore della prostata, sebbene il valore del PSA da solo non sia un indice diagnostico di tumore. La risonanza magnetica multiparametrica (RMN) è un esame di secondo livello che permette di individuare con precisione aree sospette a livello della prostata. Se necessario, si procede con la biopsia prostatica, spesso eseguita con tecnica Fusion, che incrocia i dati della RM e dell’ecografia per la conferma istologica.
Tumore al testicolo
Dopo la visita urologica, la diagnosi si basa sull’ecografia scrotale, un esame non invasivo che distingue tra cisti benigne e masse solide, e sul dosaggio dei marcatori tumorali nel sangue (alfa-fetoproteina, beta-HCG e LDH), essenziali sia per la diagnosi che per il monitoraggio futuro della malattia.
Tumore del pene
La diagnosi è principalmente clinica attraverso la visita specialistica, ma per confermare la natura della lesione, è necessario eseguire una biopsia incisionale (prelievo di un piccolo frammento di tessuto). Esami come la TC o la RM servono invece a valutare se la malattia ha coinvolto i linfonodi inguinali.
Prevenzione
Quando si parla di tumori, il successo della cura dipende dal tempo. La prevenzione, intesa come riduzione del rischio con sani stili di vita (evitare il fumo, mantenere un sano peso corporeo, ridurre il rischio di infezioni genitali, ad esempio) e la diagnosi precoce con controlli periodici dall’urologo e l’autopalpazione, come nel caso del tumore del testicolo, sono azioni importanti ad ogni età.
L’autopalpazione del testicolo è un efficace test che, effettuato fin da giovani, permette di imparare a conoscere l’aspetto e la consistenza normale dei propri testicoli per poter riferire tempestivamente al medico ogni eventuale cambiamento. Un testicolo sano ha:
- consistenza morbido-elastica (simile a un uovo sodo sbucciato).
- superficie liscia.
- una piccola struttura morbida, simile a un cordone sul retro e nella parte superiore: è l’epididimo (il canale che trasporta gli spermatozoi). È del tutto normale e non va confuso con un nodulo.
È del tutto normale che un testicolo sia leggermente più grande dell’altro o che uno sia un po’ più in basso rispetto all’altro. L’importante è monitorare i cambiamenti rispetto alla normalità.
È consigliabile eseguire l’autopalpazione almeno una volta al mese, dopo un bagno o una doccia calda. Si esamina un testicolo alla volta, usando entrambe le mani, e tenendo il testicolo tra pollici (sopra) e le dita indice e medio (sotto), applicando una leggera pressione ma senza provocare dolore.
In generale è bene ricordare che la prevenzione nei tumori urologici aumenta la sopravvivenza, la qualità di vita in generale, interventi meno invasivi con un recupero ottimale delle funzioni urologiche.
