Sport: si possono prevenire le aritmie nello sportivo?


La medicina sportiva italiana è tra le più attente e scrupolose in merito alla salute degli atleti. Per la prevenzione degli eventi fatali causati da aritmie ventricolari negli sportivi, alcuni esami diagnostici cardiologici diventano una sorta di screening.

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Ne parliamo con il prof. Riccardo Faletti radiologo della Clinica Fornaca e professore dell’Università degli Studi di Torino.

Quali sono le cause delle aritmie negli sportivi?

Le aritmie sono disturbi del ritmo o della frequenza del cuore. Esistono diversi tipi di aritmie, tra cui le aritmie ventricolari e sopraventricolari, come la fibrillazione atriale, il flutter atriale e la tachicardia parossistica sopraventricolare e diverse tipologie di aritmie ventricolari (monomorfe, polimorfe, tachicardia ventricolare non sostenuta, ecc.). Le aritmie ventricolari possono essere più frequenti nelle persone che hanno avuto una miocardite o soffrono di una cardiomiopatia, prevalentemente non ischemica, non nota, non diagnosticata o non precedentemente rilevabile dall’ECG. In queste persone, la comparsa di un’aritmia ventricolare all’apice dello sforzo potrebbe essere potenzialmente dannosa, sia nel soggetto normale sia nello sportivo agonistico e non solo.

Infatti, nonostante la visita medica per l’idoneità all’attività sportiva preveda l’ECG basale e sotto sforzo, queste possono non essere sufficienti a rilevare l’origine dell’aritmia ventricolare. Per questo motivo, gli sportivi professionisti e i club sportivi si rivolgono a centri diagnostici specializzati dotati di apparecchiature diagnostiche come la risonanza magnetica, che consente uno studio morfo-funzionale cardiaco e la caratterizzazione tissutale miocardica sia in base ad un’analisi qualitativa sia quantitativa, oppure attraverso l’utilizzo della CardioTC per lo studio dei vasi coronarici. In questo modo la diagnostica cardioradiologica sportiva può diventare una sorta di screening per escludere proprio patologie a livello dei vasi arteriosi coronarici e patologie del muscolo cardiaco che possano causare aritmie ventricolari, prima di confermare l’idoneità sportiva all’atleta.

Come si diagnosticano le aritmie con la visita sportiva?

Gli atleti professionisti, prima di iniziare la carriera sportiva, vengono sottoposti a esami cardiologici che prevedono ecocardiografia ed elettrocardiogramma a riposo e da sforzo. In caso di aritmia ventricolare sospetta, a questi esami possono seguire la Cardio TC, in grado di evidenziare l’anatomia di origine e decorso delle arterie coronarie ed eventuali patologie di parete, e la CardioRM, in grado di evidenziare la cicatrice sul muscolo cardiaco lasciata da una precedente miocardite o comunque l’alterazione a livello del miocardio, e quindi identificare la causa determinante la specifica alterazione del ritmo cardiaco. Infatti, solo le aritmie più complesse richiedono, a completamento diagnostico, una risonanza cardiaca dal momento che l’esame ha un elevato valore predittivo negativo. Da un punto di vista statistico, questo significa che, se la Cardio RM risulta negativa, c’è un’alta probabilità che l’aritmia rilevata all’ECG o all’ecocardio non abbia un’origine riconducibile ad un danno miocardico sia del ventricolo sinistro sia del ventricolo destro.

Sulla base delle informazioni ottenute, il cardiologo dello sport deciderà se concedere l’idoneità sportiva agonistica. Nell’atleta amatoriale, invece, questi esami servono a mettere in guardia lo sportivo sull’eventuale rischio di patologie di cui non è a conoscenza, e decidere se proseguire con l’attività sportiva.

In cosa consiste la Cardio RM?

La Cardio RM è un esame che richiede tecnologie all’avanguardia e medici radiologi esperti. Si svolge con l’applicazione di elettrodi per il monitoraggio del battito cardiaco sul torace del paziente sdraiato supino su un lettino, utilizzando un campo magnetico e gli impulsi di radiofrequenza. In genere l’esame dura 40-50 minuti, durante i quali viene richiesto al soggetto in esame di trattenere il fiato più volte, per una durata massima di 10 secondi, in modo da ottenere immagini non alterate dai movimenti fisiologici del torace durante la respirazione. L’esecuzione della Cardio RM con la somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso è di fondamentale importanza per evidenziare le caratteristiche tissutali del muscolo cardiaco e gli esami di Cardio RM senza mezzo di contrasto, in questo particolare ambito della cardiologia sportiva, sono rari e dovrebbero sempre essere giustificati dalla presenza di assolute controindicazioni (grave insufficienza renale e/o comprovato allergia al mezzo di contrasto a base di gadolinio).