La dieta d’estate: bene frutta e verdura, attenti agli aperitivi


dieta estate

«L’estate segna il periodo in cui si cambia ritmo, un comportamento corretto a tavola ci aiuterà a gestire al meglio la fase di cambiamento», spiega il dottor Matteo Goss, chirurgo endoscopista della Clinica Fornaca. Attività fisica, buona idratazione e protezione della pelle sono altri tre aspetti da rispettare con attenzione.

 

«L’estate segna il periodo in cui si cambia ritmo: il sole, le vacanze e la compagnia degli amici ci rendono mentalmente più liberi e dediti al divertimento. Occorre adeguarsi a questo cambiamento e creare riserve che ci saranno utili in inverno: un comportamento corretto a tavola ci aiuterà a gestire al meglio l’intera fase». Il dottor Matteo Goss, chirurgo endoscopista della Clinica Fornaca, introduce con queste parole il delicato e assai discusso tema della dieta estiva.

Dottor Goss, prima ancora di sederci a tavola, cosa dobbiamo ricordarci di fare in estate?

«Per cominciare è bene intensificare un po’ l’attività fisica, che va praticata nelle ore meno calde della giornata: una passeggiata veloce di 30-40 minuti in città, una nuotata al mare o una camminata in montagna sono tre buoni esempi. Ricordarsi in ogni caso di idratarsi in modo adeguato assumendo liquidi in abbondanza: non solo acqua ma anche frutta e verdura, preferibilmente di stagione. E poi, una volta al sole, fare attenzione a proteggere la nostra pelle che, come dice la dottoressa Virginia Caliendo, ha una sua memoria e si ricorda se la trattiamo male».

E a tavola, cominciamo dalla verdura?

«Intanto è opportuno togliere dalla dieta i cibi eccessivamente grassi che rallentano la digestione: precotti o inscatolati sono spesso ricchi di zuccheri o grassi saturi che introducono calorie inutili e fanno sentire di più il caldo. Dopodiché le verdure hanno una grande importanza e chi ne ha la possibilità farebbe bene a comprarle al mercato sfruttando la stagionalità: cicoria, cipolla, radicchio, fagiolini, lattuga e pomodori, ma anche erbe aromatiche come rosmarino, salvia, prezzemolo e basilico, quest’ultimo coltivabile anche sul balcone di casa. Quanta verdura? Tre porzioni da 200 grammi l’una o, parlando di insalata a foglia, da 30-50 grammi l’una. Il mio consiglio è sempre quello di mangiare la verdura prima di iniziare il pasto, perché così si velocizza il transito intestinale riducendo l’assorbimento di grassi e si ottiene un effetto di riempimento dello stomaco che fa mangiare meno e perdere un pochettino di peso».

E la frutta?

«È estremamente importante perché accompagna l’acqua nell’azione di idratazione e nel recupero dei liquidi persi con la sudorazione. Anche in questo caso andrebbe comprata al mercato preferendo quella di stagione che è molto colorata. La frutta è ideale per lo spuntino di metà mattina o pomeriggio ed è facilmente fruibile ovunque ci troviamo. Occhio invece ai succhi di frutta, eccessivamente zuccherini al pari delle bibite gasate: meglio gli estratti di frutta o verdura».

Ma neppure d’estate si può vivere di sola frutta e verdura. Come ci si regola con gli altri cibi?

«Promossi i cereali: orzo, riso e pane integrale vanno benissimo per accompagnare i pasti, ideali 3-4 porzioni al giorno da 50 grammi di pane integrale o prodotti da forno. Le carni da preferire sono quelle bianche perché hanno un tempo di svuotamento gastrico più lento e ci fanno sentire meno pesanti dopo il pasto. Con il pesce non dobbiamo invece avere paura di abbondare, è ricco di Omega 3 e abbiamo la fortuna di ottenerlo direttamente dai nostri mari. Bene le uova, i formaggi freschi e le grandi insalate, che non vanno però considerate eccessivamente dietetiche in quanto sono un piatto vero e proprio».

Ma l’estate è anche il momento degli aperitivi: brindare fa bene?

«L’alcol fa bene solo se consumato in modo adeguato e moderato, tipo un bicchiere di vino rosso a pasto, in quanto può abbassare il rischio cardiovascolare. Con gli aperitivi è piuttosto difficile: la regola sarebbe quella di mangiare prima di bere, puntando sullo stesso vino che si berrà poi a cena ed evitando superalcolici o cocktail troppo elaborati. Quelle apportate dall’alcol sono calorie che non producono nulla di positivo: il corpo non le consuma per trarre energia ma solo per fare grassi, abbinate a quelle che di norma accompagnano l’aperitivo, contenute in pizzette e patatine, non ci fanno di sicuro bene. L’ideale sarebbe mangiare una fettina di salmone o di bresaola o un pezzo di parmigiano e poi cominciare a bere. La birra? Fresca e dissetante, dà l’impressione di essere leggera, ma anche in questo caso va assunta con moderazione».